59d10c4a-64c9-4974-b125-4f76cd7e2cc4Da diversi anni ormai l’alimentazione sta assumendo un ruolo sempre più importante nella nostra vita. Si sta sviluppando sempre più una vera e propria filosofia del cibo. Ci si domanda sempre più quali alimenti possono essere più salubri per il nostro corpo e le scelte danno vita a discipline alimentari attente a questioni etiche e morali prevedendo di base l’astensione dal cibarsi di carne animale di qualunque tipo. La cura della salute insieme al proliferare di malattie tumorali che vengono sempre più spesso associate allo stile di vita condotto – nonostante la medicina ufficiale non abbia ancora preso una posizione ben definita in materia – stanno attirando una parte, seppur ancora esigua, della popolazione verso l’introduzione nella propria dieta alimentare, di sostanze il più possibile di natura vegetale. Eurispes 2016 in questi giorni sembra confermare determinate scelte degli italiani, in genere, attraverso le quali si deliberebbe che gli stessi sono sempre più attenti all’alimentazione e al benessere. I dati confermano infatti che le nostre abitudini stiano cambiando, AUMENTA LA POPOLAZIONE CHE MANGIA VERDE.
Il 7,1% degli italiani si dichiara vegetariano e l’1% è vegano. Sommando i due tipi di alimentazione, si può affermare che l’8% degli italiani segue una dieta esclusivamente “vegetale”.
In particolare, dopo un calo nel 2014, il numero dei vegetariani è in lieve aumento, passando dal 5,7% del 2015 a oltre il 7% nel 2016. La novità principale è però rappresentata dai vegani, che ricordiamo sono coloro che hanno escluso dalla loro alimentazione tutto ciò che deriva dagli animali: in controtendenza rispetto all’anno scorso (dallo 0,6% del 2014 allo 0,2% del 2015), nel 2016 raggiungono l’1%.
Per quanto riguarda le motivazioni che hanno portato ad una scelta piuttosto che all’altra, secondo i dati Eurispes, il 46,7% degli italiani sostiene di essere arrivato a cambiare alimentazione per motivi di salute e per ricercare il benessere; il 30% per questioni etiche nei confronti degli animali, mentre solo il 12% per tutelare l’ambiente.

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