Se si è genitori e si è vegani, gli interrogativi raddoppiano! Oltre a quelli classici che ci fanno dire che il mestiere del genitore è il più difficile del mondo, ne nascono altri legati alla nutrizione.


Crescere un figlio è complicato. Questo lo sanno tutti, anche chi non è ancora genitore. Perché comunque tutti siamo stati figli. Ed educare è complesso: significa trasmettere un sistema valoriale, non solo nel comportamento, nel modo di agire e di pensare che si avrà dal momento in cui si inizia ad avere coscienza di ciò che si fa.
Anche decidere quale alimentazione far seguire al nostro bambino è una scelta difficile. O meglio, non lo sarebbe: se siamo vegani, abbiamo fatto una scelta consapevole che sappiamo esser la migliore. Ma noi siamo adulti. Possiamo scegliere per nostro figlio, fin dai suoi primi momenti di vita? Corriamo il rischio di privarlo di elementi importati eliminando fin da subito carne e derivati animali? Oppure invece lo stiamo ‘salvando’ da una contaminazione che comunque qualche danno lo creerebbe al suo fisico?
Domande alle quali non è facile rispondere. Ma se ci si informa e si tengono presenti i pareri di molti esperti in  pediatria, si vedrà che la strada del vegan è percorribilissima fin dallo svezzamento e che non crea alcun problema alla crescita del bambino…anzi!

Ecco allora alcune piccole curiosità e consigli che possono far stare più tranquilli i genitori che scelgono un’alimentazione vegana per i loro figli:

  • I bambini vegani riescono a mantenere il giusto rapporto tra peso e altezza fin dall’inizio della loro crescita. Questo impedirà loro di andare incontro a problemi di sovrappeso ed obesità, che purtroppo affliggono invece una fetta sempre maggiore di bimbi onnivori.
  • Se mangiare frutta e verdura biologica ed evitare di cuocere i cibi è una buona pratica per gli adulti, stessa cosa vale anche per i bimbi che dimostrano di avere un rischio minore di contrarre malattie. I cibi vegetali favoriscono infatti l’aumento degli anticorpi e delle difese immunitarie, che rendono dunque il bambino più ‘forte’ ed il suo organismo più pronto a combattere eventuali minacce esterne.
  • Mantenere il giusto rapporto tra acidità ed alcalinità con una preminenza di quest’ultima è importante tanto per i grandi quanto per i piccoli. Cominciare fin dai primi passi a preferire cibi alcalini a quelli acidi è dunque un’ottima scelta.
  • Le proteine sono fondamentali per il nostro organismo. E’ dunque importante tenerne conto nel momento in cui si alimenta il bambino secondo una dieta vegana: è consigliabile aumentare di un 20% la quantità di proteine rispetto a quelle mangiate da un onnivoro.
  • Evitando il latte, non si rischia come molti pensano una carenza di calcio. Il problema infatti non è tanto quanto calcio si assume, ma quanto se ne assimila. E le proteine vegetali, specie quelle contenute nei legumi, facilitano il mantenimento del calcio molto più di quanto non facciano quelle animali. Inoltre, nelle verdure della famiglia delle crocifere (cavoli, broccoli, cavolfiori) la biodisponibilità di calcio è pari al 50-60% contro il 30-40% che si ha nel latte vaccino.
  • Crescere un bimbo con un’alimentazione al 100% vegetale, diminuisce di molto le probabilità di sviluppare malattie degenerative invalidanti nel corso degli anni.
  • I bambini vegani assimilano una minore percentuale di grassi totali, di grassi saturi e colesterolo rispetto ai bambini non vegetariani e questo risulta importante nel ridurre il rischio di sviluppare malattie croniche come cardiopatia ischemica, obesità ed ipertensione.
  • Essere una mamma vegana, significa voler bene al proprio figlio ancor prima che nasca. Un articolo pubblicato sul Journal of Child Psychology and Psychiatry ha dimostrato che le donne che in gravidanza assumono maggiori quantità di verdure hanno livelli superiori di acido folico nel sangue e mettono al mondo bambini con un cervello più sviluppato, più tranquilli e con una minore incidenza della sindrome di iperattività o di deficit di attenzione (ADH).

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